Storia

I PRIMI ANNI

Nei primi anni di vita la società arancione vince alcuni campionati minori fino ad approdare alla Divisione Nazionale nel 1928. Tra il 1929 e il 1936 partecipa al campionato cadetto sfiorando un paio di volte la massima serie; il periodo tra il 1937 e il 1977 è invece caratterizzato da una sequenza di saliscendi tra la Serie C, la Serie D, il campionato di Promozione, la IV Serie e una breve parentesi in Serie B successivamente al secondo dopoguerra (terzo posto). La Pistoiese gioca l’ultimo campionato prebellico nel 39-40. L’attività agonistica riprende nel 1945 quando un gruppo di appassionati rifonda l’Unione Sportiva Pistoiese che è ammessa al campionato di Serie C Centro Sud Girone A. Nel 1946 dopo una turbolenta stagione la Pistoiese è promossa al campionato cadetto. Dal 1946 al 1956/57 la squadra disputa campionati altalenanti tra le varie serie fino a quando Vannino Vannucci nel 1956-57 sale alla presidenza e la Pistoiese diventa la regina del mercato con una spesa di ben 100 milioni di lire. Nel campionato 58-59 la Pistoiese per 21 partite consecutive non conosce sconfitte, con 36 punti e 45 reti segnate. Emblematica la partita con l’Empoli, diretto concorrente per la promozione (vittoria 6-0). Il bilancio finale è entusiasmante: 77 reti messe a segno e 24 reti subite. Così la squadra dopo 8 anni riguadagna la serie C.

Negli anni 60 la squadra milita per dieci stagioni consecutive ininterrottamente in serie C.

IL “FARAONE” MARCELLO MELANI E LA SERIE A

Agli inizi degli anni 70, pur proponendo un ottimo calcio, la squadra non riesce a ritornare in serie C. La svolta arriva quando il Presidente Oriano Ducceschi decide di abbandonare. Dopo una breve transizione gli subentra Marcello Melani che lascia l’altra sua squadra, l’Unione Valdinievole, per concentrare tutti i suoi sforzi sulla Pistoiese, promettendo in cinque anni la serie A. Ed è subito Serie C. Vestono l’arancione giocatori come Palilla, Quadri, Brio, Gattelli, Volpato, ma il presidente ancora non è soddisfatto dei risultati raggiunti. E così nasce l’era dei Borgo, Di Chiara, Picella, Dalle Vedove e il portierone Lido Vieri. La Pistoiese con Bruno Bolchi in panchina stravince il campionato di serie C 76-77 e torna nella serie cadetta dopo 29 anni di assenza. Dopo una stagione difficile e la salvezza strappata solo nelle ultime battute del torneo, la squadra del 78-79 è la mina vagante del torneo cadetto e fino alle ultime giornate tiene in apprensione Monza e Pescara in lotta per la terza piazza.

“Ogni promessa è un debito” e il primo giugno 1980 la Pistoiese pareggiando con il Lecce è matematicamente promossa in Serie A. In sei stagioni, una in più di quanto promesso da Melani in una affollata assemblea al Cinema Lux. Il blasonato “Faraone” che molti consideravano, almeno all’inizio, un visionario, aveva infatti portato a termine il suo programma tra lo stupore e l’ammirazione degli addetti ai lavori. Uno dei giocatori simbolo di quegli anni è Mario Frustalupi che con Giorgio Rognoni formava un duo di centrocampo fortissimo. La Pistoiese aveva già giocato in Divisione Nazionale (corrispondente all’attuale serie A) nel Campionato 1928-1929, arrivando dodicesima nel girone B della massima serie. La squadra arancione, ormai ribattezzata l’Olandesina, disputa il suo primo e solo campionato di Serie A a girone unico nella stagione 1980-81. Dopo un buon avvio, che la porta fino ad un provvisorio sesto posto, il campionato si conclude con la retrocessione in Serie B seppur con alcune soddisfazioni, come il clamoroso successo al Comunale di Firenze contro la Fiorentina di capitan Antognoni per 2-1 con reti di Badiani e Rognoni.

 

IL SODALIZIO CON VANNUCCI PIANTE

 

Negli anni 80 la squadra milita tra i campionati di Serie B e di Serie C fino al 1988 quando non è iscritta al campionato di serie C2 ed è costretta a ripartire dai dilettanti, assumendo il nome A.C. Pistoiese, con alla presidenza il mitico Mario Frustalupi. Inizia da lì una nuova scalata che nel 1994 si conclude con la conquista della Serie B sotto la presidenza di Roberto Maltinti. Sono gli anni in cui inizia uno dei più fortunati sodalizi tra una società di calcio ed uno sponsor: sulle maglie della Pistoiese campeggerà il nome “Vannucci Piante”, grazie all’intuizione di Maltinti e l’opera del direttore marketing Andrea Bonechi. In B la squadra resta un solo anno ma bastano tre stagioni per ritornare di nuovo tra i cadetti nel 1999/2000 con il presidente Luciano Bozzi. La squadra, successivamente presieduta da Tommaso Bozzi, disputa due ottimi campionati ma al termine del terzo retrocede in C1.

GLI ULTIMI ANNI DELLA A.C. PISTOIESE

Buone gestioni imprenditoriali e disponibilità finanziarie della dirigenza arancione fanno sì che la squadra possa disputare senza patemi interessanti stagioni in serie C1 sotto la presidenza di Anselmo e Maurizio Fagni. C’è però un pericolo in agguato. Infatti al termine della stagione 2008-2009 sotto la presidenza di Massimiliano Braccialini, dopo la retrocessione in C2, si verifica la mancata iscrizione al campionato da parte di un imprenditore bolognese, Roberto Bortolotti, che aveva acquisito il pacchetto di maggioranza, al termine di un’estate da incubo per la Pistoiese che per la seconda volta nella sua storia rischia di sparire.

IL RITORNO DELLA U.S. PISTOIESE 1921

Si ricomincia il 23 agosto 2009 con un pool di pistoiesi e nuove insegne che però hanno il sapore di antico: la società assume il nome di Unione Sportiva Pistoiese 1921, quello che per due volte ha calcato i campi della massima categoria nazionale. La nuova società, inizialmente presieduta dal sindaco Renzo Berti, è ammessa a partecipare in soprannumero al Campionato Regionale Dilettanti di Eccellenza Toscana per la stagione 2009/10. Si tratta della sesta categoria della scala del calcio nazionale, il livello più basso mai toccato dal sodalizio arancione nella sua storie. Dello staff organizzativo della vecchia società restano solo il segretario generale Rolando Mazzoncini e il responsabile dell’ufficio stampa Stefano Baccelli. Si adotta un nuovo stemma, rettangolare, che richiama gli anni d’oro della Us, anche se del tutto originale, in forma rettangolare, mai comparso prima sulle maglie arancioni ma ispirato alle “Collezioni Panini” degli anni d’oro della presidenza Melani. Sulle maglie torna anche il “Micco”, simbolo della città di Pistoia. La divisa ufficiale è “vintage”, del tutto simile a quella che fu indossata dai calciatori arancioni nell’anno della promozione in serie A. Al vertice del sodalizio subentra poi il Capo Gabinetto del Sindaco Fabio Fondatori e la società conta sulla Holding Arancione, presieduta dal dottore commercialista Andrea Bonechi, già dirigente in momenti importanti all’epoca della presidenza Maltinti. Tra i protagonisti del nuovo inizio c’è Vannino Vannucci che conferma con grandissimo senso di responsabilità la sponsorizzazione anche al nascente sodalizio. Queste persone si incaricano anche di riportare entusiasmo, non rinunciando ai richiami al blasone, in una piazza profondamente delusa e disorientata dalle ultime vicende. La squadra costruita di sana pianta ed in pochissimo tempo, disputa un ottimo campionato ma non coglie la promozione. Nella stagione regolare, infatti, la Pistoiese non ha la strada spianata come tutti auspicano ma termina la stagione regolare al secondo posto dietro l’imprendibile Pianese. La squadra, inizialmente affidata a Oliviero Di Stefano, cui subentra Brunero Bianconi, vince i playoff del girone ma è eliminata nella fase nazionale dagli abruzzesi del Mosciano che sbancano il “Melani” in una gara drammatica, con anche degli strascichi nella stagione successiva, poiché ci fu una pesantissima squalifica del campo in seguito alle contestazioni subite dal direttore di gara, Alessio Leone di Salerno.

 

L’ERA ORAZIO FERRARI

Il Dott. Orazio Ferrari, architetto e imprenditore di Pistoia, è l’attuale Presidente della società US Pistoiese 1921. Già membro della Holding Arancione, Ferrari ha maturato importanti esperienze nel mondo del calcio, in particolare ha vinto alcuni campionati in serie con la sua “creatura”, il Pistoia Club, guidandola dalla Terza Categoria alla “Promozione”, conquistata al termine della stagione 2009/2010. In anni passati, lo stesso Ferrari fu protagonista per una stagione in serie C1, nelle vesti di Direttore di Gestione dell’AC Pistoiese, che stava attraversando un momento difficilissimo; qui Ferrari si dimostrò eccellente “traghettatore” visto che, di lì a poco, sotto la presidenza di Luciano Bozzi, la Società sarebbe approdata in serie B. Ferrari subentra a Fondatori alla presidenza della Us Pistoiese 1921 nella stagione 2010/11, quando la squadra milita nel campionato regionale di Eccellenza Toscana.

Nella stagione 2010/11 Ferrari, che per il mercato si affida al direttore tecnico Federico Bargagna, costruisce quella che fin da subito fu definita da lui stesso una “corazzata” e chiamò a guidarla il tecnico pistoiese Riccardo Agostiniani, più volte vincitore di campionati nei dilettanti, che proprio l’anno prima aveva ottenuto la promozione proprio con il Pistoia Club. Nonostante la squadra fosse costretta a disputare le prime cinque giornate in campo neutro, a causa della già accennata squalifica del “Melani”, gli arancioni dominano il campionato e lo vincono con largo anticipo lasciando alle sue spalle Massese e Pisa Sporting Club che furono le ultime ad arrendersi. Capocannoniere della squadra fu il centravanti Stefano Stefanelli, autore di 19 reti.

 

Nel 2011-12 si costruisce una formazione che parte con i galloni della favorita in serie D con la riconferma in panchina di Riccardo Agostiniani. Alla fine però la squadra non riesce ad andare oltre il settimo posto finale, addirittura dopo una rimonta nel girone di ritorno e dopo essere precipitata fino all’ultimo posto in classifica. La svolta fu l’assunzione del direttore generale Paolo Giovannini che, arrivando a stagione in corso, cambiò radicalmente l’organico e chiamò in panchina l’esperto tecnico Paolo Indiani al posto dell’ex juventino Alessandro Birindelli, a sua volta subentrato ad Agostiniani. A fine stagione Giovannini e Indiani lasciano la Pistoiese accettando le proposte del Pontedera in Lega Pro Seconda Divisione.

Nella stagione successiva il presidente Orazio Ferrari fa scelte radicali rinnovando completamente l’organico, lo staff tecnico e quello dirigenziale. Affida la squadra ad un allenatore emergente, Leonardo Gabbanini, di soli 32 anni, quasi il più giovane in assoluto della storia della Pistoiese. Con il dt Federico Bargagna e il consulente di mercato Filippo Giraldi è allestita una formazione molto interessante, infarcita di giovani quote provenienti dai settori giovanili di società prestigiose e giocatori di categoria superiore in cerca di riscatto. L’obiettivo è quello di un immediato ritorno tra i professionisti. La squadra però, dopo un girone di andata promettente, crolla alla riapertura del mercato di gennaio, nonostante importanti innesti. Quando la stagione pare essere anonima, il presidente Ferrari, su indicazione di Federico Bargagna, decide di esonerare Gabbanini e di affidarsi ad un tecnico navigato, da qualche anno inattivo per sua scelta: Massimo Morgia. Con il tecnico romano alla guida la squadra rinasce, vince tutte le gare in casa, spesso anche in trasferta, e chiude al quinto posto in graduatoria, conquistando miracolosamente i playoff, trionfando in quelli del girone e vincendo sui terreni della Massese e del Pro Piacenza, che si erano classificate al secondo e terzo posto. La Pistoiese esce di scena nella fase nazionale, dopo la sconfitta immeritata sul terreno del Santhià ma nel frattempo Morgia annuncia che a Pistoia gli è tornata la voglia di allenare e tanti giocatori dichiarano il loro desiderio di restare in maglia arancione.

Su queste basi inizia la stagione 2013-14. Sono confermati l’allenatore Massimo Morgia e tutto il suo staff. L’ossatura della squadra resta intatta, con pochi e azzeccati innesti. Tra i confermati c’è Carlo Bigoni che, trasformato da centrocampista offensivo a prima punta, mette a segno 23 reti. La squadra domina il campionato e con tre giornate di anticipo riconquista il professionismo, come promesso dal presidente Ferrari fin dal suo avvento. Al ritorno da Piancastagnaio, dove capitan Gambadori e compagni pareggiano per 2-2, con l’aritmetica promozione, il 13 aprile 2014 gli arancioni “sbarcano” trionfalmente sulla centralissima “Sala” in cui si svolge una festa memorabile e dove la città si sente liberata da un incubo durato cinque lunghi anni.

Riconquistato il professionismo il presidente Orazio Ferrari, affiancato da figlio Marco, che successivamente diverrà Direttore Generale, decide per una nuova rivoluzione dato che in virtù della riforma dei campionati sparisce la Lega Pro Seconda Divisione e nasce la Lega Pro Unica, terza categoria nazionale, con tre gironi e 60 squadre, immediatamente sotto la serie B. Per affrontare il doppio salto viene ingaggiato per la stagione 2014/15 un manager di primo livello e molto navigato, Nelso Ricci, un uomo vincente che ha portato il Siena dalla serie C alla serie A e il Livorno in Europa. In panchina siede un tecnico emergente, il livornese Cristiano Lucarelli, alla seconda esperienza su una panchina professionista dopo quella positiva alla guida del Viareggio. La squadra è totalmente nuova, con l’unica conferma del secondo portiere, il giovanissimo polacco Michal Olczak. L’obiettivo è il mantenimento della categoria e gettare le basi per una ulteriore crescita. La squadra disputa un ottimo girone di andata, stazionando costantemente nelle prime posizioni. Una serie improvvisa di sconfitte, anche molto pesanti, fa precipitare la squadra nelle zone basse di classifica e Lucarelli viene esonerato. Al suo posto è chiamato Stefano Sottili che risolleva la situazione centrando la salvezza senza playout. La stagione 2015/16 è quella del consolidamento. La società è sana, i bilanci perfettamente a posto e le prospettive tecniche incoraggianti (il difensore Nicola Falasco è stato poi ceduto alla Roma). La squadra è affidata a Massimiliano Alvini che, partito dai dilettanti, ha scalato tutte le gerarchie e conquistato con il Tuttocuoio la promozione in Lega Pro e la sua permanenza tra i professionisti. Si punta di nuovo sulla linea verde ma, nonostante la passione e la dedizione del tecnico e l’assunzione a gennaio di un giocatore importante come Corrado Colombo, non arriva il salto di qualità e la squadra staziona costantemente poco sopra la zona playout. A quattro giornate dalla fine la società decide di esonerare Alvini al quale subentra Valerio Bertotto, ex bandiera dell’Udinese e alla prima stagione in una squadra di club, dopo le esperienze come selezionatore della Nazionale di Lega Pro. Con Bertotto alla guida la squadra ottiene tre vittorie su quattro ed evita la lotteria dei playout.

Si arriva così alla stagione 2016-17 con la Pistoiese affidata a Gian Marco Remondina. Al nuovo allenatore è affidata una squadra di buona cifra tecnica, anche se giovane, con il confermato trentasettenne capitan Colombo, che si accolla il ruolo di giocatore guida ed uomo immagine. Remondina conferma la sua fama di tecnico che punta al gioco di qualità. La Pistoiese sviluppa un ottimo calcio ma perde tanti punti per strada. Per tutto l’arco della stagione resta sempre fuori dalla zona playoff ma anche da quella dei playout. Alla vigilia della gara interna contro la capolista Alessandria e con la squadra decimata dagli infortuni, la società decide di esonerare Remondina per sostituirlo con Gianluca Atzori. Con il nuovo tecnico la squadra pareggia all’esordio, batte la Cremonese (che vincerà il campionato), vince in trasferta a Renate, ottiene la salvezza con quattro giornate di anticipo ma non coglie i playoff.

Nell’ottica del consolidamento della società nasce la Us Pistoiese 1921 Academy che permette di avvicinare i bambini ai colori arancioni per approcciarsi al gioco del calcio ma, più in generale, allo sport e al divertimento. Nel frattempo nasce anche la Calcio Femminile Pistoiese 2016 che parteciperà al campionato Regionale di serie C e allestisce la formazione Giovanissime. Si arriva così alla stagione 2017/18. La società punta al senso di appartenenza e vara uno staff tecnico interamente formato da persone che hanno già militato nella Pistoiese: il responsabile tecnico della Prima Squadra è Paolo Indiani, il suo vice è Luca Fiasconi, collaboratore tecnico Alberto Nardi, preparatore atletico Giovanni Saracini, preparatore dei portieri Massimo Gazzoli. Come team manager è confermato per la terza stagione Juri Pucciarelli. La carica di direttore sportivo è affidata a Lorenzo Vitale che però è costretto a lasciare per motivi personali. E così registra un altro ritorno: Federico Bargagna, cui è attribuito il ruolo di direttore dell’area tecnica. In questa stagione si registra anche l’avvento di una nuova figura dirigenziale, il club manager, che si occupa dei rapporti con le istituzioni, gli sponsor e la tifoseria e anche in questo caso si tratta di un ritorno: Fabio Fondatori, che fu il presidente del sodalizio nell’anno della rinascita del 2009.