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Torna la Juve dopo 37 anni. Tutte le iniziative. I ricordi di Furino e Borgo.


Marcello Melani in una celebre quanto affollata assemblea che si tenne al Cinema Teatro Lux nel 1975, annunciò che in cinque anni la Pistoiese sarebbe salita dalla quarta serie alla A. Qualche tempo dopo, lo stesso Melani, ebbe l’idea geniale, come molte volte gli accadeva, di realizzare un trofeo d’argento, raffigurante un gruppo di calciatori a formare una piramide, l’uno caricandosi l’altro sulle spalle, come per descrivere l’impegno comune a salire verso un obiettivo posto in alto. Ebbene, Melani consegnò il trofeo al Club Arancione “I Fedelissimi”, l’unico club esistente prima del suo arrivo. Per inciso il nome ‘I Fedelissimi’ fu coniato dallo stesso Melani, dato che prima si chiamava semplicemente ‘Club Arancione”. Al presidente del club, Ilvano Palandri, fece una raccomandazione: “questo trofeo è in sua custodia. Lo dovrà consegnare al capitano della Juventus, quando i bianconeri verranno a Pistoia per giocare una partita di campionato”. La profezia si avverò: il 12 aprile 1981, Palandri consegnò il trofeo al capitano juventino Giuseppe Furino (foto tratta dal libro Pistoiese 80 anni di Athos Querci). Il sogno si era avverato: la Pistoiese giocava in serie A, avendola raggiunta con un solo anno di ritardo rispetto alla tabella di Melani. Quello ricevuto da Furino non era l’unico esemplare commissionato da Melani. Non è al momento dato sapere quanti furono, ma nel tempo ne sono spuntati altri: uno lo aveva consegnato all’avvocato Giampiero Ballotti, il quale, alcuni anni fa, decise di regalarlo con una cerimonia pubblica a Anselmo Fagni, quando era presidente della Pistoiese, che secondo Ballotti rappresentava una figura degna del ricordo di Melani, un altro era nella disponibilità della scomparsa compagna di Marcello e costudita dalla sorella, la quale la consegnò a Giacomo Carobbi, per essere esposta nella mostra sulla storia sportiva pistoiese realizzata tempo fa dal portale Pistoia Sport. Una terza, Melani la dette a Mauro Baiocchi, già all’epoca un simbolo della tifoseria arancione e suo stimato sarto personale. Con il ritorno della Juve al Melani, ecco che questo grazioso cimelio torna al Melani. Un auspicio e un obbiettivo di crescita che, ieri come oggi, è il marchio di fabbrica del grande cuore arancione.
Con queste parole ieri il Club Manager Fabio Fondatori ha annunciato una delle iniziative collaterali alla gara contro la Juventus U23 che la Pistoiese affronterà domani. L’altra, ancora più coinvolgente specie per le nuove generazioni, sarà la stupenda sfilata della Cantera arancione, così come definito dal direttore generale Marco Ferrari il Settore Giovanile della Pistoiese nel corso della medesima conferenza stampa. Alla kermesse del settore giovanile si unirà la società di calcio femminile, la Cf Pistoiese, che sfilerà con le proprie squadre, insieme ai ragazzi del vivaio orange. È previsto inoltre che i bambini e le bimbe più piccole del calcio femminile, accompagnino le squadre a centrocampo. A proposito della rievocazione dell partita dell’81 abbiamo contattato proprio Beppe Furino, capitano della Juve e Sergio Borgo, capitano della Pistoiese. Così si è espresso Furino:
“domani non potrò esserci, ma assicuro che in qualsiasi altra prossima occasione sarò lieto di tornare a Pistoia, una città che ricordo bellissima, che ho visitato anche privatamente. Ricordo la partita con la Pistoiese del 1981. Ho dei flash di quella partita, perchè l’affrontammo con preoccupazione. La Pistoiese navigava in fondo alla classifica, ma era una squadra temibile, con giocatori importanti come Rognoni, Frustalupi, Borgo ed aveva un centravanti atipico, basso, molto tarchiato, ma molto pericoloso, che contro di noi fece un gran goal. Affrontammo quella gara con molta attenzione e ricordo che specie nel primo tempo la Pistoiese ci dette filo da torcere. Ricordo anche il premio che mi fu dato, perchè capii subito che fosse un riconoscimento di straordinaria originalità. Per questo motivo l’idea della Pistoiese di rievocare quella circostanza mi è piaciuta molto! Ringrazio il presidente Ferrari dell’invito e prometto che alla prima occasione sarò a Pistoia”. Sergio Borgo, oggi diesse al Cuneo e grande protagonista (nonchè calciatore ‘moderno’ che univa la corsa alle qualità tecniche. Borgo, arancione per sempre, protaagonista di quella gara e soprattutto la bandiera mai ammainata della straordinaria epopea orange che scalò una montagna per raggiungere la vetta ‘impossibile’ della serie A, si ricorda bene di quella gara: “perdemmo per 3-1 – dice – ma vendendo cara la pelle. Ci tenevamo particolarmente a regalare una soddisfazione ai tifosi. Ricordo che preparammo la partita in ritiro a Borgo a Mozzano!”.

Borgo con Frustalupi nel corso di Pistoiese – Juve del 1981.